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Dinosauri corazzati

Dinosauri corazzati

Dinosauri corazzati esistiti nella preistoria presentavano una vera e propria armatura sul loro corpo.

Dinosauri corazzati

Alcune corazze erano formate da placche ossee, chiamate osteodermi, inserite nella pelle. Un dinosauro corazzato poteva pesare il doppio di uno delle sue stesse dimensioni senza corazza. I dinosauri corazzati si dividono in due gruppi principali: anchilosauri e nodosauridi.

Gli anchilosauri

Gli anchilosauri possedevano placche di forma ovale o rettangolare ed erano posizionate trasversalmente sull’animale. Infatti, ricoprivano questi dinosauri erbivori da lato a lato ed erano caratterizzate dalla presenza di carene sulla superfici.

Placche più piccole e noduli riempivano gli  spazi vuoti tra le placche più grandi. Le prime file di placche formavano una specie di anello alla base del collo di tutti i tre i tipi di anchilosauri.
Addirittura il cranio e le palpebre possedevano una corazza.
Sulla punta della coda questi grossi erbivori presentavano una mazza caudale. Infatti, questa mazza era molto potente e poteva addirittura rompere le ossa dei possibili predatori. La coda era molto robusta grazie a file di tendini parzialmente ossificate e non molto elastici.

I nodosauri

I nodosauri, parenti stretti degli anchilosauri, possedevano oltre che una spessa corazza anche numerose file di noduli e spinge ossee che erano ricoperti da una guaina di cheratina e che si estendevano su tutto il corpo di questi dinosauri.

Le dimensioni di questi due tipi di dinosauri erano simili e variavano da medie a grandi. Erano erbivori e camminavano su quattro zampe. Infatti, erano imponenti e possedevano piccoli denti a forma di foglia che gli permettevano di tirare meglio piante e arbusti preistorici.
Al contrario degli anchilosauri, i nodosauri non possedevano una grande mazza caudale sulla punta della coda. Infatti, i nodosauri avevano code più flessibili e a volte potevano possedere delle spine. Numerose spine sui fianchi e le spalle di questi dinosauri gli permettevano di proteggersi dai grandi predatori.

Il Borealopelta ( che significa “scudo del nord”) appartiene alla famiglia dei nodosauridi ed è vissuto nel Cretaceo Inferiore nel nord America. La particolarità di questo genere è che contiene un solo esemplare soprannominato da Caleb Brown nel 2017 come “nodosauro di Suncor”.
I resti del nodosauro di Suncor sono famosi per essere in condizioni quasi perfette. Infatti, non solo la corazza è interamente conservata ma anche le guaine di cheratina sono nella loro posizione originale.

Inoltre, gli scienziati, osservando alcuni melanosomi, hanno potuto capire che il dinosauro avesse la pelle di un colore rossiccio.

Titani corazzati, il Saltasaurus

Il grande sauropode Saltasaurus, insolito per il suo gruppo, aveva una specie di corazza formata da centinaia di piccole protuberanze ossee incastrate nella pelle del dorso.
Sul dorso, il Saltasaurus aveva anche una cinquantina di placche ossee più grandi, più o meno quanto una mano umana. Le escrescenze ossee del Saltasaurus erano sparse su dorso e fianchi.
Il Saltasaurus fu il primo caso riconosciuto di sauropode in possesso di corazza. Infatti, dopo il primo ritrovamento molti altri frammenti di placche ossee che componevano le corazze sono stati trovati insieme a resti di titanosauri.
Il nome Saltasaurus deriva dalla regione di Salta in Argentina, da dove vengono i suoi fossili. Altri fossili sono stati trovati in Uruguay. Il Saltasaurus era lungo 12 m e pesava circa 6-8 tonnellate.

Dinosauri corazzati: un altro è l’oplitosauro

L’oplitosauro apparteneva alla famiglia degli anchilosauri. Questi dinosauri corazzati vissero nel Cretaceo inferiore, circa 120 milioni di anni fa, e resti di questi animali erbivori preistorici vennero ritrovati in Nordamerica.
Lungo circa 4-5 metri e alto più o meno 1,2 metri, l’Oplitosauro era dotato di una corazza costituita da diversi elementi. Infatti, sul petto possedevano lunghe spine che sporgevano verso l’esterno, spine più corte  si estendevano su tutto il dorso e altre spine piatte e di forma triangolare si trovavano al di sopra del bacino.
Infine, la coda, dotata di piastre alte e asimmetriche dalla base cava, era caratterizzata da una grande quantità di ossicoli dermici di varie dimensioni. Infatti, questi ossicoli ricoprivano anche il dorso e i fianchi dell’animale.

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