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Un dinosauro americano a Bologna – Museo Giovanni Cappellini

Un dinosauro americano a Bologna – Museo Giovanni Cappellini

Al “Museo Giovanni Cappellini” di Bologna ci sarà, per circa quattro mesi, una mostra per festeggiare il 110° anniversario dell’arrivo di un ospite americano molto particolare: il Diplodoco!
Lui è uno dei dinosauri più noti, ma anche uno dei più grandi.

Le sue caratteristiche peculiari come il lungo collo, la postura quadrupede e la coda a frusta straordinariamente lunga, fanno di questo animale uno dei più spettacolari dinosauri al mondo.
Oggi questo animale è considerato il dinosauro più lungo di cui si abbia uno scheletro completo.

Il Museo geologico e paleontologico, che ospita il gigante, è nato nel 1860 grazie all’opera di Giovanni Capellini, professore e geologo.
La struttura aprì ufficialmente nel 1881 in occasione del II° Congresso Geologico Internazionale, a cui presero parte studiosi e professori di diversi paesi, che contribuirono ad arricchire la raccolta del museo portando, per l’occasione, importanti reperti provenienti da ogni parte del mondo e che furono donati al museo.
Oggi la raccolta testimonia più di cinquecento anni di attività didattica e ricerca scientifica, con un patrimonio di quasi un milione di pezzi conservati negli arredi originali di fine Ottocento, tra cui rocce, piante, invertebrati e vertebrati fossili.
Nelle sale si possono ammirare gli scheletri spettacolari del Mastodonte proboscidato pliocenico, la ricca collezione di pesci eocenici di Monte Bolca, balene plioceniche e l’imponente modello di dinosauro Giurassico Diplodocus, lungo ventisei metri e alto quattro.

Chi è Diplodoco del museo Carnegie ?
Il grande fossile, fu scoperto in Wyoming nel 1898 da Jacob Wortman.
Andrew Carnegie, magnate dell’acciaio e grande filantropo fece poi acquistare i resti del dinosauro e posizionò l’esemplare completo in una sala del museo Carnegie.
Divenne in seguito l’icona mediatica del Museum of Natural History di Pittsburgh,
Carnegie credeva nella cooperazione tra le nazioni e nella necessità di alimentarla anche con un impegno diretto.
Per cui fece produrre una decina di copie identiche al dinosauro di Pittsburgh, che furono donate ad altrettanti paesi europei e sudamericani e che ancora oggi ospitate in importanti musei.
L’operazione Diplodoco, quindi, coerente con lo spirito del suo ideatore, doveva favorire la convivenza tra i popoli anche attraverso contatti diretti con i capi degli stati coinvolti.

Così nel 1909 la copia del Diplodoco del Museo Carnegie donata al Re d’Italia Vittorio Emanuele III venne montata a Bologna, in una sala del museo geo-paleontologico dell’Università, a totale carico di Andrew Carnegie.
Ma perché un dinosauro americano a Bologna?
La copia di questo gigante fu montata a Bologna, perché Capellini aveva raccolto la maggiore collezione paleontologica italiana in un grande museo di livello europeo, ed era il solo in grado di ospitare un reperto lungo 26 metri!
Inoltre Capellini, intraprese un lungo viaggio nell’Ovest americano nel 1863, in piena epopea del Far West e di Guerra di Secessione, e portò a Bologna reperti paleontologici ancora oggi conservati nel museo che porta il suo nome.ez

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